Perché mi piace invecchiare

Perché mi piace invecchiare

Questo agile testo di Anselm Grün non è un inno alla vecchiaia ma un’ode alla gratitudine. È un invito a un cambio netto di prospettiva: si può abitare l’ultimo tratto della vita stando fermi su un argine che, giorno dopo giorno, il tempo corrode, oppure si può scegliere di tenere aperti la mente e il cuore e scoprire un terreno ancora fertile, su cui continuare a edificare il futuro. Così la vecchiaia può diventare uno spazio della speranza dove accogliere con riconoscenza e condividere con generosità, nella quiete della maturità, i frutti di una lunga esperienza. In queste pagine si trova anche una preziosa esortazione alla disciplina del tempo: saper organizzare le proprie giornate crea spazio per la curiosità e per le opportunità, perché di ogni esperienza vissuta, nel bene o nel male, nulla vada sprecato. Il messaggio che il monaco benedettino porta a tutti è forte e limpido: lasciate che la speranza scalzi la paura dell’età, perché quella «speranza poi non delude» (Rm 5,5).
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