La donna a Napoli
Esiste una sovranità di fatto che la storiografia ufficiale ha spesso derubricato a folklore, confondendo la centralità della donna napoletana con un matriarcato ancestrale e confinato nei vicoli. In questo saggio di antropologia culturale e storica, Gennaro A. Avano ribalta il paradigma tradizionale: a Napoli l’emancipazione femminile non è una concessione legislativa della modernità, ma una condizione strutturale sedimentata nei secoli. Prendendo le mosse dall’anomalia greca di Neapolis – una città- sacerdotessa impermeabile ai dogmi patriarcali, capace persino di respingere l’Inquisizione – l’indagine si addentra nella dimensione pratica dell’urbanistica e dell’economia popolare. Dal tessuto pulsante dei quartieri alla psicologia del pragmatismo, emerge una figura femminile che è da sempre arbitra delle finanze, del sacro e delle relazioni sociali. Questo contropotere, forgiato dalla consuetudine secolare ha generato una catena ininterrotta di primati civili, intellettuali e scientifici che hanno precorso le coeve realtà europee. Attraverso i ritratti di figure d’avanguardia – da Artemisia Gentileschi a Eleonora Pimentel Fonseca, da Matilde Serao a Maria Bakunin, fino alle dimenticate “madri della pizza” di inizio Ottocento – La donna a Napoli restituisce verità alla radice autentica della nostra civiltà. Un manifesto fiero e necessario, in cui la solitudine dell’opera si fa garanzia di rigore e indipendenza.
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