Caro Theodore, qui in Italia ci hanno rubato i sogni...

Caro Theodore, qui in Italia ci hanno rubato i sogni...

Nella denuncia accesa verso una società che sposa valori che troppo spesso la fanno apparire cinica e delusa, le pagine di Mauro Saggioro incontrano terreno fertile per assumere la voce accalorata e allo stesso tempo controllata della ragione e della verità. La letteraria idiosincrasia, specchio luminoso della nostra società, e affatto celata, tra l'uomo di successo e l'uomo "fallito", che, leggendo, si esamina, mostra nettamente l'acuta sensibilità di uno scrittore nei riguardi delle conseguenze di una crisi, non solo economica, che affligge quotidianamente gli schermi e le trasfusioni dei mass media e raggiunge inesorabile la coscienza del singolo cittadino. E se a metà del nostro secolo, nell'emisfero occidentale maggiormente evoluto, il Sogno Americano di Arthur Miller forniva per sommi capi alcune possibili soluzioni, oggi, malgrado la città di New York compaia diverse volte nel romanzo-libello di Mauro, è lapalissiano accertare che la preoccupazione e l'insicurezza impediscano, ancora una volta, a tale sogno di tradursi in decisione e coraggio.
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